Di piccoli imprevisti e calorose certezze.

Ci sono giornate che programmi, che non vedi l’ora che arrivino, perché magari incontrerai qualcuno che per un motivo o per un altro stimi, o semplicemente perché aspettavi una chiacchierata con con quell’amico/a che per vari motivi non puoi vedere spesso.

C’è una data e un orario, ti presenti lì, magari con largo anticipo, e aspetti. Cammini, avanti e indietro, guardando insistentemente l’orologio; che poi, quando aspetti con ansia qualcosa o qualcuno, quei pochi minuti sembrano ore.

Ma poi arriva un messaggio e nel giro di 30 secondi tutto ciò che avevi programmato salta. La tensione e l’ansia scendono, lasciando un po’ di spazio al dispiacere.

Decidi di tornare a casa, accendi il pc, e ascolti quelle canzoni che avevi messo in lista d’attesa e… parlano di te.

Ti fai scavare dentro e riempire ogni cellula mancante allo stesso tempo da quella composizione di note e parole, che parlano di te più di chiunque abbia mai fatto, anche più di te stesso; e il più delle volte ti chiedi se chi lo ha composto è un miracolato per essergli stato dato il sacro compito di mettere nero su bianco una tale opera.

Poi pensi che quella sera hai delle amiche che ti aspettano davanti ad una birra per sorreggerti, accarezzarti e curare da ogni caduta, ma anche pronte a farti volare il cuore con le risate che tireranno fuori dalla parte più nascosta di te. E alla fine pensi che, sì dai, non è andata così male.

Canzone: Ho bisogno di credere, Fabrizio Moro. https://www.youtube.com/watch?v=uedtrwR93dM

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