4 minuti.

E poi ci sono quei periodi in cui metti le cuffie alle orecchie, premi il tasto Play, e l’unica cosa che chiedi alla musica è quella di portarti via, lontano, altrove, anche se per solo 4 minuti.

Quei 4 minuti in cui hai la sensazione di viaggiare, dove i paesaggi ti scorrono di fianco e con loro tutte le elucubrazioni (per non dire altro) mentali.

Quei 4 minuti in cui l’unica cosa che vuoi è che chi ti accolga lo faccia accettando tutto di te stesso, anche il tuo peggio, quel peggio che tu stesso non riesci a sopportare.

Quei 4 minuti dove prendere respiro dall’ultima caduta e fare scorta di carezze, certezze e fiducia per rialzarti ancora una volta.

E, come per magia, in quei 4 minuti qualcosa accade, qualcosa dentro di te si stacca, come un masso, come un peso; magari attraverso un sorriso per i ricordi che quella canzone ti rievoca, magari attraverso qualche lacrima, magari attraverso un brivido che aveva bisogno di uscire fuori.

E ti rendi conto che bastano appena 4 minuti per fermarsi e… ripartire.

Canzone: Rondini al guinzaglio, Ultimo https://www.youtube.com/watch?v=dIHWHuy0moY

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