44 minuti.

44 minuti: è l’attesa che puntualmente mi aspetta ogni mattina.

No 45 minuti, 44, come i gatti; perché se fossero 45 non ci sarebbe l’attesa della navetta che mi porta a lavoro.

E invece, visto che l’autobus puntualmente fa ritardo di 1 minuto, quello che basta per rovinarmi i piani (in fondo se ci pensiamo, quante cose possiamo fare in 1 minuto?), ho tutto il tempo di stare alla stazione ad aspettare, e osservare.

Osservare chi arriva di corsa per non perdere il treno, da far invidia ai velocisti; chi esce dalla stazione che sembra aver dimenticato il cuscino attaccato al viso; chi arriva con le valigie con occhi carichi di speranza verso una vacanza che promette aspettative; chi sa che sarà una giornata da sopravvivere in ufficio, chi parte e porta con sé la voglia di non tornare più.

In fondo, dai, a volte non è così male arrivare in ritardo di un solo minuto.

Canzone: Prima di partire per un lungo viaggio, Irene Grandi. https://www.youtube.com/watch?v=fABiEMP7qVk

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