Finitamente Infinito.

Ci sono poesie e opere che rimangono impresse nella nostra mente e nel nostro cuore, perché un po’ ci rispecchiano, sono parte di noi.

Penso all’Infinito di Leopardi, a quella siepe, quel limite che lui ha trasformato come chiave per arrivare, appunto, all’Infinito.

Ogni nostro limite, se ci pensiamo bene, può diventare una chiave per il nostro Infinito.

Dopo averlo disprezzato, rinnegato, oltraggiato; perché tanto rimane sempre lì, e allora tanto vale farlo diventare un punto di forza.

Pensiamoci: le più grandi canzoni, opere scritte, pittoriche o scultoree sono nate da un limite, da un fatto negativo, da una mancanza.

Anche i nostri desideri, il nostro aspirare a qualcosa, nascono da una mancanza (non a caso la parola “desiderio” significa etimologicamente “mancanza di stelle”). Ed è da quella mancanza che spunta fuori una nostra capacità pronta a dargli un senso, che sia lo scrivere, il comporre una canzone, dipingere, disegnare, ascoltare qualcuno, saper consigliare e motivare qualcuno, ecc…

Guardare ad ogni sconfitta, ad ogni ferita, ad ogni limite come una chiave, un punto di partenza; questa è la sfida.

Chi ci riesce?

Canzone: Qualcosa cambia, Daniele Silvestri. https://www.youtube.com/watch?v=3Ciml7HGLHM

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