Scrivo perché…

Non so perché, ma è stata sempre una cosa naturale prendere carta e penna quando volevo far uscire fuori un pensiero, quando non sapevo dare un nome al nodo in gola che avevo da appena sveglia o per descrivere cosa mi passasse nella testa.

Scrivere è sempre stata una sorta di terapia, un modo per comunicare, perché con la voce resto e resterò sempre un’inguaribile timida che va con motore diesel.

Un modo per dare nome ai miei demoni, un modo per tirare fuori quel mondo immaginario che ogni tanto spunta quando guardo altrove, un modo per dire a qualcuno che gli voglio bene.

Un modo per esorcizzare quell’errore che ho fatto e che continuo a fare, ma che non riesco a correggere, e che a volte spunta fuori come “l’uomo nero” nei peggiori incubi dei bambini, per il quale ogni tanto a farne le spese sono le persone che mi sono accanto senza saperne il motivo; come quella siepe che aveva Leopardi, ma che lui ha usato per immaginare il suo Infinito.

Forse sarebbe il caso che allora usassi quel limite per trovare una nuova strada, per dare voce lì dove la voce non ce la fa, per svegliarmi una notte mentre quell’ “uomo nero” mi tiene il piede e dirgli semplicemente: “Ciao, ora che sei qui abbracciami, così la nostra paura sarà per metà più leggera”.

Canzone: Giocattoli, Fabrizio Moro. https://www.youtube.com/watch?v=ZfSM18ZsPVQ

Rispondi

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...