Storia di una quarantena: Episodio 2. Marco.

“Che cosa ti è saltato in mente?” urlo a Sara appena chiudo la telefonata con Gioia e noto accanto a lei due valigie. Lei come se nulla fosse entra immergendosi nell’open space dove abito.

Non posso credere che Sara abbia preso una decisione così importante senza avermelo nemmeno detto.

“Oh, grazie! Però non manifestare così tanto entusiasmo per questa idea che ho avuto!” mi replica stizzita mentre si aggiusta la sua chioma bionda e si siede sul divano di ecopelle rosso.

“Almeno potevi chiedere la mia opinione prima di decidere!” ribatto io furente restando in piedi.

“Lo avrei fatto se tu non stavi al telefono con quell’antipatica della tua amica. A proposito: lo sai che sta diventando una palla al piede, sì? Dovrebbe capire che hai una ragazza e che dovresti dedicare il tuo tempo a me invece che a lei!”.

Solo a sentire quelle parole la rabbia cresce sempre di più. Sono consapevole che Sara non sopporti Gioia e il rapporto che ho con lei, ma Gioia è mia amica, ci tengo e per nessuna ragione al mondo la metterei da parte, tanto meno per una donna.

“Innanzitutto non ti permetto di parlare così della mia migliore amica, e poi non è che tu ed io anche se stiamo insieme dobbiamo stare appiccicati tutto il tempo!”

“Io ti starei appiccicata tutto il tempo? Ok, se la metti così torno a casa mia…” mi dice voltandosi per andarsene.

“No, aspetta, Sara…” le dico trattenendola per un braccio “resta”

“Cos’è? Hai cambiato già idea?” mi dice ancora offesa per la mia reazione.

“Lo sai che a me non piacciono le novità… e questa lo è… se ci pensi, questa sarebbe una convivenza…” le dico guardandola negli occhi, cercando di farle capire la mia posizione.

“Beh… diciamo che questa è una prova generale… se a fine quarantena sarà andata bene, possiamo decidere di renderla stabile, che ne dici?” mi dice mentre strattona la mia maglietta e mi guarda con i suoi occhi da cerbiatto.

Che la mia ragazza è bella, lo so da me: ci siamo conosciuti nella palestra dove lei lavora e io mi vado ad allenare; fisico statuario, viso incantevole, sicura di sé e dell’effetto che ha sugli uomini. Inutile dire che la sera che ci siamo conosciuti siamo finiti a letto insieme.

“Prima devo finire la mia telefonata con Gioia…” le dico.

“Gioia è un’amica e può aspettare… io che sono la tua donna no!” mi risponde.

Canzone: Libero, Fabrizio Moro. https://www.youtube.com/watch?v=IUuUF1hTP_I

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