Storia di una quarantena: Episodio 3. Gioia.

Questa notte non ho dormito e le ragioni sono tante: questa quarantena forzata che è iniziata, io che sono isolata dalle persone che amo, incluso il mio migliore amico che ha avuto come sorpresa la sua ragazza che, approfittando di questa situazione, si è trasferita a casa sua, e questo sta a significare che le nostre chiacchierate si ridurranno drasticamente.

Sospiro sconsolata mentre bevo il primo caffè della giornata, quando ad un tratto squilla il telefono: è mia madre.

“Mamma…”

“Ciao, tesoro! Come stai?”

“Bene…” mento.

“Gioia, lo sai che non sai dire le bugie, vero?” ribatte lei sospirando.

“Sì, lo so”

“Che succede?”

“Tutta questa nuova situazione mi fa paura, mamma… e poi sono sola”

“Non ho pensato a dirti di venire da me ieri, scusami…”

“Mamma, ormai sono due anni che vivo da sola. Tornare a casa avrebbe scombussolato gli equilibri, e poi possiamo sempre sentirci, no?”

“Certo! E puoi chiamare tutte le volte che vuoi, bambina mia…” mi dice, nonostante io abbia superato i trenta da un anno e mezzo.

“E la stessa cosa vale per te” le rispondo.

“Marco?”

“Marco è a casa sua e ieri sera si è presentata la sua ragazza per trasferirsi da lui…”

“Figurati! Ne ha approfittato subito!” ribatte mia mamma e a me viene da ridere “Tesoro, tu lo sai che ti voglio bene, ma sai anche cosa ne penso di te e Marco… perché non glielo dici?”

“Perché lo perderei mamma!”

“E se invece fosse un’occasione per lui per capire che prova esattamente lo stesso che provi tu per lui?”

“Non diciamo cavolate, mamma! Ma l’hai vista Sara? E hai visto me?”

“Beh, tu cos’hai che non va?”

“Io sono anonima, mamma, per non parlare di qualche chilo in più che ho, mentre Sara…”

“Sara è un palo della luce, fissata con semi e germogli… secondo me, con questa convivenza che sta imponendo a Marco, lui si accorgerà dell’errore che sta facendo. E in quanto a te, signorina, se c’è qualcosa che non ti piace di te, cambialo! Magari approfitta che sei a casa, quando non lavori, di iniziare a fare qualche esercizio. E se vuoi lo farò anche io con te! Che ne dici?”

Non so come mai, ma le parole di mia mamma mi svegliano dal torpore.

“Dico che ci sto! Ti va se coinvolgo anche Laura?” le chiedo.

“Certo! Così ci motiviamo a vicenda!”

“Allora appena chiudo la telefonata con te la chiamo… grazie mamma!”

“E di cosa? Sei la mia bambina, e voglio che tu sia felice! E questo è solo il primo passo… poi dovrai farti avanti con Marco, lo sai?”

“Non molli, eh?” le dico sospirando mentre poso la tazzina del caffè nel lavandino della cucina.

“No, se si tratta della felicità di mia figlia” ribatte lei e a me viene da piangere.

“Ti voglio bene, mamma”

“Anche io”.

Chiamo Laura, la mia amica che conosco da almeno vent’anni, nonché sorella di Marco, e la coinvolgo.

“Certo, Gioia! Ci sto!”

“Benissimo!”

“Sei riuscita a sentire Marco?”

“No… a dir la verità non mi sono fatta viva… ora sarà occupato con Sara…” le rispondo mentre cammino avanti e indietro per il soggiorno.

“E figurati se gli lascia un minuto d’aria! Io gliel’ho detto ieri sera che doveva rimandarla a casa…”

“Sei riuscita a sentirlo?”

“Sì, ma ci siamo scambiati solo pochi messaggi”

“E che ti ha detto?”

“Che gli dispiace della situazione che si è creata con te, ma con il fatto che a Sara non vai a genio non sa come fare…”

“Potrebbe semplicemente mandarmi un messaggio o una breve telefonata, almeno so che ho ancora un amico” ribatto seccata.

“Dai, se ci riesco provo a parlarci io… “

“Grazie, Laura!”

“E poi non sarebbe male averti come cognata… almeno non avrei Sara!”

“Grazie, eh?! E comunque lo sai che Marco e io siamo solo amici” le rispondo mentre le mie guance vanno in fiamme.

“Sì, e io sono Monica Bellucci! Non demordere, amica mia! Allora ad oggi pomeriggio per la ginnastica a distanza!”

“Già rido!”

“Anche io! E ti faccio sapere se sono riuscita a sentire mio fratello!”

“Grazie! Ehm… Laura, non ti darebbe fastidio se tuo fratello e io in un mondo parallelo ci mettessimo insieme?” le chiedo sulle spine.

“In un mondo parallelo sì…”.

Ecco, lo sapevo! Al solo ascoltare quelle parole mi si gela il sangue.

“In questo no!” aggiunge, e dal tono di voce capisco che sta sorridendo.

“Grazie, amica mia”

“A te! E a dopo per la nostra ora di ginnastica!”.

Chiudo la telefonata e sospiro: non so nemmeno io in quale situazione mi stia cacciando. Ma mi manca il mio migliore amico, e sentirlo ogni tanto non significherà togliere tempo a Sara.

Canzone: Fai rumore, Diodato. https://www.youtube.com/watch?v=Ogyi0GPR_Ik

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