Storia di una quarantena: Episodio 7. Gioia.

Marco è davanti a me attraverso lo schermo, e dietro la sua tranquillità noto amarezza nei suoi occhi. Mi aveva raccontato nei giorni scorsi che non aveva preso bene la decisione di Sara di andare a vivere da lui e anche che non facevano altro che discutere, ma da quelle confidenze a decidere di troncare una relazione di due anni… devo dire che mi ha spiazzata.

Dentro di me dovrei essere felice, ma davanti alla tristezza della persona a cui tengo di più lo stomaco si contorce.

“Come stai?” gli chiedo.

“Ancora non ci credo… cioè, non pensavo che con Sara sarei arrivato fino a questo punto… però questa convivenza ci ha portati a tirar fuori il peggio di noi…” mi risponde scompigliandosi ancora di più i suoi capelli ribelli.

“Magari avete fatto il passo più lungo della gamba… usa questi giorni per capire se ancora ci tieni a lei e poi magari chiamala… vedi quello che prova lei e decidete cosa fare, se magari ricominciare a piccoli passi o lasciare così…”.

Marco mi guarda attraverso lo schermo stupito:

“Sai che non mi aspettavo che mi dicessi questo?”

“E perché?” gli chiedo curiosa.

“Perché tu e Sara non siete mai andate d’accordo, e ora tu mi dici di vedere se con lei c’è qualche possibilità di riprovarci?”

“Ti ricordo che sono io che a Sara non stavo simpatica, io ho reagito di conseguenza. Però sto cercando di mettermi nei suoi panni: come reagirei io se il mio ragazzo trascorresse un’ora al giorno con la sua migliore amica? E mi dico che forse anche io sarei gelosa, non dell’amica stessa, ma del rapporto che ha con lei… quando siete stati insieme in questo mese di convivenza, cosa facevate?”.

Marco sospira.

“Discutere per delle cose stupide, per poi fare pace prima di andare a dormire, solo che la mattina seguente ricominciavamo…”

“E perché?”

“Perché in fondo non mi è mai andata giù questa storia della convivenza, e anche il fatto che Sara non si sia mai interessata veramente a ciò che faccio… sai che ogni volta che iniziavo a suonare mi rompeva le scatole perché “facevo rumore”? Non musica, rumore!” mi racconta sconcertato.

“Beh, guarda il lato positivo: non si è avvicinata a te perché fai il musicista…” gli ribatto ironicamente.

“Sì, ma un conto e non essere appassionati della stessa cosa, un conto e non capirci nulla e arrivare a detestarla! Sia chiaro, non che io voglia accanto a me una persona che deve amare per forza quello che faccio, ma nemmeno denigrarlo!” mi dice.

“Beh, in effetti…” gli dico mentre mi alzo per prendere una birra dal frigo.

“Gioia… so che sto per dire qualcosa che a voi donne può far diventare le creature più dolci del mondo o la bambina dell’Esorcista… ma, sbaglio o sei dimagrita?” mi chiede Marco. E io resto colpita dal fatto che se ne sia accorto semplicemente guardandomi da uno schermo.

“Veramente sì… ho perso due chili… con tua sorella e mia mamma ci diamo appuntamento tre volte a settimana per fare ginnastica insieme. E poi per andare a fare la spesa vado a piedi”

“Stai molto bene… cioè, non che prima non stavi bene…” mi dice imbarazzato. E io scoppio a ridere.

“Marco, tranquillo! Diciamo che ad inizio quarantena non mi vedevo bene e, motivata da mia mamma ho deciso di prendermi cura di me…”

“C’è di mezzo un ragazzo?” mi chiede con occhi sornioni.

“Ma perché di fronte a un cambio di una donna ci deve essere per forza un uomo?” gli ribatto io.

“Mah, dicevo così per dire…”

“E comunque, sì, c’è!”

“Cosa? E perché io non ne so nulla?” mi chiede quasi infastidito.

“Perché non ho mai avuto modo di parlartene…” gli dico imbarazzata.

“E chi sarebbe questo tipo? Lo conosco?”

“No” mento.

“Ma lui sa che ti piace?”

“Ehm.. no” questa è la verità.

“E perché non ti fai avanti?”

“Perché a lui non interesso, e perché non sono questo granché di donna…”

“Ma che dici? Tu sei speciale, Gioia, sai ascoltare, hai ironia, e io mi trovo benissimo a parlare con te… e poi anche fisicamente non sei male…”.

Il cuore manca di un battito quando ascolto Marco.

“Davvero?” gli chiedo mentre sento le guance andare in fiamme.

“Sì… e ti dico anche che sono invidioso di questo tipo…”

“E… perché?” gli chiedo mentre credo di non sentire più i battiti.

“Perché già sono fortunato io ad averti come amica, figuriamoci quest’uomo quanto lo sarà quando avrà tutte le tue attenzioni dopo che lo avrai conquistato. Io pagherei oro per avere una donna come te al mio fianco”.

Ok, credo che sto per avere un infarto.

Canzone: Una poesia anche per te, Elisa. https://www.youtube.com/watch?v=Ol8pdwcPBXE

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