Parole, rumori e 12 anni.

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Parole, rumori e… 12 anni di attesa prima di vedere, ascoltare e vivere un tuo concerto. E ne è valsa la pena, nell’ascoltare nella tua voce ruvida e calda la rabbia, l’ironia e l’amore verso la vita.

In pochi ho visto mettere sia nei testi, sia nella voce, la stessa rabbia, lo stesso amore, la stessa ruvidezza, lo stesso calore, come se fossero due specchi, l’uno il riflesso dell’altro.

Nel mandare in tilt la tua band mentre su una stessa base improvvisi una decina di tue canzoni, ridendo come un uomo che ha ritrovato la leggerezza di un bambino che si scopre a giocare con ciò che ama di più.

Come canti in una tua canzone, non hai visto il mondo ma hai imparato a viaggiare lo stesso, e fai viaggiare chiunque ti ascolta.

12 anni ci ho messo ad assistere ad un tuo concerto, ma chi mi conosce bene sa che a volte sono un diesel; ma per farmi perdonare ho scelto una delle date più belle che un musicista può fare: la prima, quella dove non sa se andrà tutto bene, quella dove gli imprevisti sono tra un brano e l’altro della scaletta, quella dove il musicista sente tutto il peso, nel bene e nel male, di tutto il tempo trascorso dall’ultimo live; c’è un’emozione diversa, più intesa, più viva.

E la cosa bella é stata, ed é, che la musica, in questo caso la tua, mi accoglie sempre a braccia, sangue, voce e cuore aperti.

Grazie Fabrizio, grazie perché 12 anni fa “m’ennammoravo de te”, della tua musica, dei tuoi testi diretti, ruvidi e sanguigni, come la tua voce, come te; e me ne innamoro ancora (inna-moro… sì, sono cretina). Solo un problema: mi sa che si è creata un’altra dipendenza, ma come canti tu, “siamo ancora in tempo per ricominciare a vivere”; e io ricomincio a vivere dai concerti. Ditemi dove si firma per una vita così.

Canzone: Parole, Rumori e Giorni, Fabrizio Moro. https://www.youtube.com/watch?v=4GiV_5FsqTU