Dove vanno a finire.

In evidenza

Mi chiedo dove vanno a finire le parole che tanto vorremmo dire a qualcuno ma che poi non abbiamo il coraggio di dire.

Quel sincero “Ciao, come stai?” che vorremmo scrivere ed inviare, ma che proprio perché lo sentiamo davvero abbiamo paura di inviare o chiedere per paura della risposta.

Dove vanno a finire quei gesti d’affetto o d’amore mancati perché non è il momento o per paura di un rifiuto.

Quel “Ti stavo pensando” perché sa troppo di impegnativo.

I progetti che sogniamo di notte, dei quali ne immaginiamo i minimi particolari, e poi per magia svaniscono con l’alba.

Le parole scritte su quaderni e quaderni nascosti sotto dei libri perché è meglio che stiano lontane da occhi indiscreti.

Le guance che arrossiscono al pensiero di lui o lei e che nascondiamo tra le mani o nel colletto della giacca.

Il battito del cuore che aumenta ma che lo teniamo al segreto dentro di noi.

Il sorriso che spunta al pensiero o al ricordo di qualcuno.

Le lacrime ingoiate e non fatte uscire per orgoglio.

Me lo chiedo da un po’ e fateci caso anche voi: Cosa ricordate? Le parole, i gesti, gli attimi vissuti veramente o le parole, i gesti e gli attimi che dentro di voi avete immaginato ma che per mancanza di coraggio non avete portato a destinazione?

Canzone: Pianeti, Ultimo. https://www.youtube.com/watch?v=QdaO4l7a3c4

Assenza presente.

Quand’è che un’assenza si fa presente?

Quando i ricordi riaffiorano fino a farti mancare il respiro?

Quando quegli stessi respiri diventano lame che ti opprimono il petto?

Quando arrivi a dire “Se solo fossi qui ora”?

Quando un attimo dopo quel dolore così acuto, paradossalmente senti che quella persona c’è, ancora, dentro di te, proprio grazie a quei ricordi che come lame fino ad un attimo prima ti hanno fatto male perché quei momenti sai che non torneranno più, ma al tempo stesso lasciano lo spazio alla dolcezza, al sorriso e al calore di quel ricordo condiviso: da ogni fitta di dolore riemerge ogni vostra risata, da ogni lacrima riemerge ogni vostro sorriso, da ogni assenza di respiro riemerge ogni vostro abbraccio. E sai che se sei arrivato ad essere la persona che sei è anche grazie a quei ricordi.

E quindi sì, quella è l’assenza più presente che c’è dentro di te, e fa male, ma proprio perché ancora c’è e la senti fino alle viscere, che puoi respirare, vivere e assaporare la sua presenza. Ogni lacrima, ogni sospiro, ogni fitta di dolore sono la dimostrazione che c’è ancora lì, dentro di te, ed è questo ciò che conta.

Piccola nota: per queste righe il mio ringraziamento va ad una persona che ogni volta che leggo ciò che scrive mi fa riscoprire sempre la bellezza di non nascondere mai ciò che si prova, anche verso una persona cara che abita in un indirizzo cosmico diverso, ma che lontana non è mai finché abita nel cuore di chi la ama. Grazie, tu sai chi sei.

Canzone: I giorni di domani, Marco Mengoni. https://www.youtube.com/watch?v=sH8n8kXrevI

Guardarsi.

Come quando speri che lui/lei ti noti, che si accorga di te, che ti guardi; che, come te, noti che anche tu gli/le somigli in qualche stessa paura, in qualche stessa abilità, in qualche stessa sensazione, semplicemente guardandoti.

Per poi scoprire anche le vostre diversità: quelle che ti portano a pensare che dove non arrivi tu, ci arriva lui o lei e lo fa anche per te, e viceversa; quelle che te lo/la fanno detestare fino al midollo, ma sono anche quelle cose che te lo/la fanno amare fino al midollo, perché sono le prime cose che ti mancano quando lui/lei non c’è.

Quelle che, unite insieme alle tue, fanno il vostro mondo, perfetto nei vostri difetti, nei vostri limiti, nelle vostre mancanze, e meraviglioso nelle vostre stupende fragilità; nei litigi dove scoprite fino a che punto riuscite a farvi del male, per poi curarvi a vicenda le ferite che vi siete fatti.

Come qualcuno magari spera che tu ti accorga di lui/lei e inizia quello stesso viaggio che fai tu, composto di sospiri, sguardi, speranze, qualche delusione, qualche lacrima e qualche pensiero stropicciato, come il tuo viso appena sveglio e reduce da un sogno che volevi che continuasse o da un incubo che speravi finisse il prima possibile.

La vita insomma.

Canzone: L’amore non esiste, Fabi Silvestri Gazzè. https://www.youtube.com/watch?v=-umMDLbqtWs

Su di me…

Dopo circa 2 mesi e mezzo da quando ho aperto il blog e 5 giorni da quando mi sono decisa ad aprire una pagina social dedicata, vi dono qualche notizia in più.

Da cosa è nata l’idea di aprire un blog? Dalla voglia di condividere ciò che scrivo.

Da cosa nasce ciò che scrivo? Da piccoli straordinari attimi di quotidianità che vivo, dati da episodi vissuti nei viaggi o all’aria aperta, da una canzone arrivata al momento giusto, da un messaggio di una persona cara al momento giusto, da un libro letto al momento giusto. Che poi musica, libri e viaggi sono tre mie croniche dipendenze 🙂

Tutti questi piccoli ma benedetti momenti giusti fanno sì che io metta nero su bianco ciò che mi passa nella testa e nel cuore; cose che smuovono qualcosa dentro di me, che mi emozionano, e che mi fanno avere quel pizzico di arroganza nel pensare che forse possono emozionare qualcun altro, anche se lontano mille chilometri. Da qui è nata l’idea di un blog per condividere tutto questo, ogni riga, ogni parola, ogni canzone che mi balena in testa e nel cuore mentre scrivo un post.

A me piace questa idea, ed è questo che mi spinge a proseguire. E a voi?

Un’ultima cosa: mi chiamo Meris Angelini 🙂

Canzone da ascoltare: Leggero, Luciano Ligabue https://www.youtube.com/watch?v=58XVAwazAEQ